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Parola-pagina-mondo per chi danzerà sulle sabbie

(Glossario dal Libro di Azhar, la via Bene Gesserit) a cura di Leonardo Ravioli

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Abominio

n.m. (dal lat. ab- omen, lontano dalla sorte) anticamente, era abominio l’atto nefando compiuto per scongiurare un presagio. 

Solo l’orrore può scacciare la cattiva sorte. Assumere Spezia (vd. Melange, Acqua della Vita) consente di accedere a memorie e coscienze dei propri antenati; se una personalità debole o non ancora sviluppata (un pre-nato nel grembo materno), dovesse esporsi a un simile rischio, può rimanerne sopraffatta. Abominio è il corpo posseduto da una di quelle coscienze, tra le più forti e maligne. La personalità originaria viene progressivamente frammentata ed erosa fino a svanire dal corpo. D’altronde, c’è chi ritiene che la cattiva sorte sia possedere una psiche fragile: non sorprende nessuno che certi parenti siano capaci di tutto pur di prendere il controllo per rimediare a una discendenza incapace di determinarsi.

Acqua della Vita

loc.nom.f. (dal lat. aqua vitae, distillato capace di allungare la vita) veleno illuminante per eccellenza, secreto da un Verme delle sabbie (vd. Shai-Hulud) nel momento della sua morte per annegamento. Nel corpo di una Reverenda Madre si trasforma nel narcotico che provoca l’Ordalia del sietch (vd. Sayyadina).

Droga psicotropa, estende lo spettro percettivo di una Bene Gesserit. L’ingerimento dell’Acqua della Vita ci permette di entrare a contatto con memorie e voci dalla linea femminile dei nostri antenati e delle Reverende Madri che ci hanno preceduto.
Più precisamente, è proprio dell’Acqua della Vita tutto ciò che non viviamo direttamente – la saggezza, l’amore e il dolore degli altri quando confluiscono in noi. L’Acqua della Vita ci rende, per la prima volta, veramente vive.

Al-lat

(dall’ar. al Lāt [اللات], la dea, divinità pre-Zensunni) il sole originario dell’umanità; usato comunemente per indicare il primario attorno a cui un pianeta orbita.

Aql

(dall’ar. ‘Aql [عَقْل], intelletto, freno agli impulsi) la prova della Ragione dei Fremen. In origine, era articolata in sette domande mistiche che iniziavano con «Chi è colui che pensa?».

Arrakis

n.pr.m. (dall’ar. Ar-raqiş, invertire, tornare a uno stato precedente) conosciuto come Dune, terzo pianeta nel sistema stellare della bianca Canopo. Il suo nome deriva da una stella omonima nella costellazione del Dragone, osservabile anticamente dalla Terra. Si riteneva che gli astri nella costellazione sembrassero come dei cammelli che si rincorrono.

Arrakis, grande (8100 km di diametro) come alcune delle lune che gravitano attorno ai super-giganti gassosi, dallo spazio appare più pacifico degli altri pianeti: davanti alla sua stella si tinge dell’ora dorata del mattino. La notte, illuminata dalle due lune Krlln e Arvon, si dice che s’imperla di una luce blu-avorio.
Non lasciarsi ingannare: è un ammasso di sabbia e di ladri d’acqua, testardamente mortale. Chi non soccombe tra le dune, sopravvive abbastanza da scoprire che è condannato a rimanere sulla sua superficie, dipendendo dalla Spezia (vd. Melange).
Se non fosse per la necessità dell’Impero di mietere la Spezia, Arrakis potrebbe essere auspicabilmente cancellato dalle mappe stellari. Nient’altro che una trappola chiusa nella morsa dei suoi Vermi delle sabbie.

Atreides

n.pr.m. (dal gr. àtrestos [ἄτρεστος], impavido, senza paura) i discendenti di Atreo, leggendario re miceneo dalla Terra. Il ducato Atreides è una delle linee genealogiche meglio conservate da quando l’umanità ha lasciato la Terra, mescolando in più occasioni il loro sangue con quello della casata imperiale (vd. Corrino). Portano l'effigie di un falco vermiglio, festeggiano combattendo tori come dei matadores. Sono però simboli, retaggi di un passato glorioso. La loro attuale sede ancestrale, il lussureggiante pianeta Caladan, deve aver indebolito la loro tempra. Sarà la loro rovina.

Si ritiene che dal programma di riproduzione impartito agli Atreides ci si possa aspettare l’avvento del Kwisatz Haderach nel giro di poche generazioni.

Bakka 

n.pr.m (dall’ar. bakā [بَكَى], piangere) fazzoletto, velo. Indumento simbolico usato dai Fremen di Arrakis per riconoscere gli appartenenti a una tribù.

Nella leggenda Fremen, colui che piange per tutta l’umanità.

Bàliset

n.m. (possibili origini: balalàika, strumento a pizzico, con suffisso -et, come in clàrinet; o balista, arma a distanza) strumento a nove corde, diretto discendente del sithar, accordato secondo la scala Chusuk. L’ideale per menestrelli imperiali che compongono ballate ed epica. Non è raro trovare Maestri d’Armi avvezzi all’uso del balisèt: oltre a donare sollievo dalle brutalità della guerra, deve ricordarne per le dimensioni un’arma – forse, nelle corde dello strumento si celano davvero le fattezze e la musica di una balestra d’assedio.

 

Bene Gesserit

(dalla prop. lat. quamdiu se bene gesserit, finché verrà serbata buona condotta)
 

  1. n.pr.m. antica scuola di addestramento mentale e psichico. Frequentata esclusivamente da studenti di sesso femminile. Fu fondata su Wallach dopo la rivolta delle cosiddette macchine pensanti (vd. Jihad Butleriano) e la successiva distruzione. Il motto ufficiale del nostro ordine, «Esisto solo per servire», deve prevalere sulle voci che ci ritraggono come streghe che manipolano le politiche imperiali e le linee genetiche. Permane, sopra ogni cosa, la nostra missione: portare l’umanità al prossimo passo della sua evoluzione.

  2. n.f. adepta della scuola. Il compito assegnato a ogni Bene Gesserit è unico; accade spesso che per assolverlo una consorella impieghi una vita intera. Per essere tempestivamente informate circa i piani delle altre, è fondamentale che una Bene Gesserit sia sempre pronta a leggere i segni nel linguaggio segreto dell’ordine. La benevolenza tra di noi è imperativa.

  3. a.qual. relativo all’ordine Bene Gesserit: es. addestramento Bene Gesserit, Voce Bene Gesserit (o tecnica di manipolazione vocale), Reverenda Madre Bene Gesserit.
     

Non devo aver paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta alla distruzione totale. Affronterò la mia paura, permetterò che passi oltre e mi attraversi. E quando sarà passata, seguirò il suo percorso con il mio occhio interiore. Dove è andata la paura non ci sarà nulla.
Rimarrò soltanto Io. (Litania contro la paura Bene Gesserit)

 

Bibbia Cattolica Orangista

loc.nom.f. (dal gr. biblìa [βιβλία], i libri, dal gr. katholikòs [καθολικός], universale; dalla corruzione di Koranjiyana – incrocio lessicale tra Corano e Yana – si è ottenuto Orangista) “Il libro accumulato”: insieme sincretico e intertestuale delle religioni terrestri, prodotto dalla Commissione dei Traduttori Ecumenici dopo la Grande Rivolta contro le macchine pensanti (vd. Jihad Butleriano). Figlio cartaceo di un bisogno senza precedenti: unificare l’umanità per evitare un nuovo collasso spirituale. Contiene elementi tratti dal Saari Maomettano, il Cristianesimo Mahayana, il Cattolicesimo Zensunni (vd. Zensunni) e le Tradizioni Buddislamiche. Il suo comandamento supremo è: «Non sfigurare la tua anima.»

 

«Eccovi un’opera di grande dignità e significato» dichiararono. «Ecco come l’umanità può acquistare la consapevolezza di sé come parte della totalità della creazione divina.» (dall’Annuncio della B.C.O., settimo anniversario dalla fine dello Jihad Butleriano)

 

Bi-la Kaifa

loc.avv. (dall’ar. bi-lā kayfa, senza compagnia del come) amen. Letteralmente: Non c’è bisogno di chiedere altre spiegazioni. Si prende la realtà così com’è, senza doverla comprendere. Accettare.

CHOAM

n.f.p. (acronimo per Combine Honnete Ober Advancer Mercantiles) la corporazione 

universale per lo sviluppo commerciale, controllata dall’Imperatore e dalle Grandi Case nobiliari. La Gilda Spaziale e il Bene Gesserit ne sono considerati “soci silenziosi”. La CHOAM ratifica e rinnova contratti che assicurano il giusto operato e il miglior profitto. Ogni Casa del Landsraad (vd. Faufreluches) può attingere alle casse della CHOAM in base al proprio peso nei direttorati. Un ente spregevole, per lo più utile a misurare il degrado morale dell’Imperium.

 

Cielago

n.m. (dallo sp. murcielago, topo cieco) qualsiasi pipistrello di Arrakis addestrato al trasporto di messaggi distrans – informazioni nascoste nel cervello di animali. Alcuni cielago, quando i messaggi sono più urgenti, fanno più in fretta del normale, come se l’animale ne cogliesse la priorità senza comprenderne il significato.

Condizionamento imperiale

loc.m. (dal lat. conditio, abilitare, accordare) una sanzionatura della Scuola Medica Suk. Il condizionamento più forte: impedisce di uccidere. Gli iniziati sono contraddistinti da una losanga tatuata sulla fronte: a essi è consentito di portare i capelli lunghi, trattenuti dall’anello Suk, d’argento. 

 

Le Grandi Case sono più che felici di poter vantare l’obbedienza assoluta di un Medico Suk. Ipotesi: ci si può veramente fidare di qualcuno, se non gli è data la facoltà di scegliere tra bene e male?

Convertire

v.tr. (dal lat. convertĕre, invertire il proprio cammino) comprendere i bisogni di una persona, un luogo, un popolo, affinché si muovano in un’altra direzione. Abbracciare uno stile di vita diverso dal proprio per mutarlo da dentro. Si converte un luogo, un popolo, una persona solo se si è predisposti all’attesa. Nessun cambiamento negli altri ha inizio da un tentativo di invasione del pensiero estraneo.

Chi converte, in realtà, non fa che porgere una leva a chi già si converte da sé. Non esiste conversione che nasca fuori da chi la vive, da una cultura di appartenenza, da un’ecologia. Il soggetto convertito porta in sé, prima ancora di incontrare un messia o un leader, l'energia già raccolta e in attesa, una forza in potenziale. Chi converte non aggiunge nulla che non fosse già lì: si limita a toccare il punto esatto in cui quella forza può finalmente portare al movimento.

Coriolis, tempesta di

n.f. (dal fisico terrestre Gaspard-Gustave de Coriolis) sintagma in uso su Arrakis per definire qualsiasi tempesta di sabbia di una certa rilevanza. Le tempeste di Coriolis sottostanno all’omonima forza, che piega i venti in un perpetuo turbinare. Attraversando immensi territori piani, vengono incrementati dallo stesso moto di rotazione del pianeta, raggiungendo fino a 800 chilometri orari. L’influsso di queste tempeste sul periodo di rotazione del pianeta non è ancora stato determinato, sebbene si possa misurare come la loro persistenza porti al rallentamento della rivoluzione di Arrakis. Di conseguenza, le più sterminate tra le tempeste rendono infinite le giornate dove imperversano.

Corrino

n.pr.m. (pres. origine da corrina, composto eterociclico al centro di altre sostanze che non può esistere isolato; a sua volta dall’ing. core, nucleo) l’egida dell’Impero, la Casa sopra le Grandi Case. La famiglia, proveniente in origine da Salusa Secundus, ha visto determinata la sua ascesa dopo la battaglia presso il pianeta Corrin, da cui ha successivamente preso il nome. Ivi ebbe fine l’egemonia delle macchine pensanti ed ebbe origine la storia dell’Umanità degli ultimi diecimila anni. A servire direttamente l’Imperatore (vd. Padishah) è la nostra attuale Reverenda Madre: il suo consiglio guida e condiziona le decisioni sul Landsraad (vd. Faufreluches).

Corticale

a.qual. (dal lat. cortex, guscio, scorza, rivestimento) non-cerebrale. In botanica, centro nervoso dislocato e diffuso – proprio dell’interezza di un essere vivente, seppur superiore alla sua interezza. 

L’origine del pensiero corticale precede i nostri corpi, i nostri antenati, l’evoluzione stessa. Anteriore alla logica e alla capacità stessa dell’umano di definirsi tale. 

A necessity, una necessarietà – primeva e aliena, che agisce in noi a prescindere da noi.
L’assunzione della Spezia (vd. Melange) o dell’Acqua della Vita dona nitore a simili scariche corticali: noi Bene Gesserit siamo chiamate a controllare queste imperscrutabili spine della percezione.

Strumento del tuo corpo è anche la tua piccola ragione, fratello, che tu chiami «spirito», un piccolo strumento e un gioco della tua grande ragione: essa non dice «io», ma fa «io». (dai Saperi Perduti della Terra)

Creatore, Piccolo

n.m. (dal sscr. kar-oti, generare dal nulla) l’essere, a metà tra la pianta e l’animale, che abita le sabbie profonde; la sua forma adulta è il Verme delle sabbie di Arrakis (vd. Shai-Hulud). Si ipotizza che gli escrementi del piccolo creatore formino le masse di prespezia.

 

Cryss

n.m. (da kriss, coltello terrestre dalla lama ricurva e ondulata; secondo altre fonti, dal gr. krìstallos [κρύσταλλος], acqua ghiacciata) sacro coltello dei Fremen di Arrakis, ottenuto dai denti cristallini dei Vermi delle sabbie; la sua lunghezza letale è in media di venti centimetri. Per evitare che si disgreghi, un cryss deve rimanere al sicuro in prossimità del campo biologico e dei fluidi di una persona.

In alcuni sietch è si deve sfoderare il proprio cryss per dimostrare di essere un Fremen. È difficile che uno straniero ne veda mai uno.

Ci si aspetta che il portatore di un cryss conservi l’arma anche dopo la morte: come un corpo su Arrakis viene prosciugato, la lama segue le acque a cui era vincolata, sciogliendosi.

Ecologia

n.f. (dal gr. òikos [οἶκος] e lògos [λόγος], discorso sulla casa) la relazione tra gli organismi e il loro ambiente naturale. Una branca di studi affidata ai planetologi o ecologi imperiali, il cui interesse sta nel vedere come tutto, tra un luogo e chi lo abita, sia interconnesso. La mente di un uomo al servizio dell’ecologia è un’arma capace di alterare la totalità del paesaggio.
Contezza della terra, del cielo, di tutto ciò che sta nel mezzo. Terraformazione. Fornire un’educazione ecologica ai più giovani per immaginare un clima rinnovato – superare tutti i concetti di forza, portare al livello cosciente la stupefacente idea di ordine.

Intraprendere la strada dell’ecologia è non ignorare il sistema di cui si fa parte, la sua precaria stabilità, che può crollare a partire dal più piccolo passo falso – anche da una nicchia senza vita. Il collasso è un processo invisibile ai più, finché non è troppo tardi. Ecologia è lo studio delle conseguenze prima che le cause accadano.
Occasionalmente, è stato notato dalle nostre consorelle che il Manuale dell’amico del deserto su Arrakis è un sapere ecologico che condivide molto con la Via Bene Gesserit, detenuta nel Libro di Azhar.

 

Esiste un’armonia interiore di movimento e di equilibri in ogni pianeta adatto all’uomo. [...] Il suo scopo è semplice: creare e conservare, coordinandole, delle forme sempre più diversificate. La vita stessa migliora la capacità di un sistema chiuso di mantenere la vita. Ogni forma di vita è al servizio della vita. [...] L’intero paesaggio diventa vivo, in una rete sempre più fitta di rapporti, e di rapporti di rapporti.

(dalle lezioni di Pardot Kynes in una caverna sietch)

Ecotopo

n.m. (dal gr. òikos [οἶκος] e tópos [τόπος], ambiente della casa) la parte minima in cui si può suddividere il paesaggio, determinabile tramite caratteristiche comuni. Il deserto di Arrakis è un ecotopo? Si può davvero credere che la vastità del pianeta si riconduca a una totalità indivisibile? 

 

Effetto Holtzman

n.pr.m. (da Tio Holtzman, cyber-esperto) reazione negativa di un generatore di scudo colpito da un raggio laser. La scoperta è impropriamente riconosciuta a Holtzman – la stessa invenzione dei generatori è frutto del genio di una donna scomparsa dalla storia.
Holtzman fu colpito dal fucile laser di uno dei suoi schiavi quando il suo scudo personale era attivo. La reazione subatomica cancellò entrambi, oltre che decine di chilometri intorno a loro. 

Effetto Tansley

n.pr.m. (da Arthur Tansley, ecologo terrestre) accumulo spontaneo di dati relativi a un ecosistema (vd. ecologia), prodotto da gruppi di ricerca sparsi e non coordinati; un processo non organizzato dall’alto, decentralizzato, scevro di qualsiasi rigidità gerarchica. L’obiettivo sarebbe ottenere una percezione più rapida e immediata della realtà in cui si vive, sommando le esperienze di chi la vive.
Metodo inconcepibile per la Via Bene Gesserit.

Erg

n.m. (dall’ar. ‘irq [عِرْق], vena, radice, cordone di dune) un vasto deserto su Arrakis, un oceano di sabbia costantemente in movimento sotto l’effetto dei venti. Letale.

Fai

n.m. (dall’ar. f-ā-ḍ [ف ي], esondazione, riversamento) tributo dell’acqua su Arrakis, la principale tassa. Versata dai Fremen nelle riserve collettive della tribù o alle autorità regnanti sul pianeta.

Faufreluches

s.m.pl. (possibile origine dal fr. famfalūca, bolla d’aria) la regola della rigida distinzione tra le classi fatta rispettare dal Landsraad. Un posto per ogni uomo, ogni uomo al suo posto. Inerzia, status quo perpetuamente incline a scoppiare.
La parola stessa rimanda alla sua instabile vacuità. Senza il faufreluches, sarebbe tutto da riscrivere, ristabilire, riordinare, finché un nuovo ordine ne prenderebbe il posto allo stesso modo. 
Mantenere il faufreluches a ogni costo.

Fedaykin

n.f./m. (da fidā'iyyīn [فدائيين], coloro che si immolano per la causa) commando della morte Fremen. Storicamente, gruppo costituito per dare la vita pur di riparare un torto.

Fremen

n.f./m. (dall’ing. free men, uomini liberi) abitanti del deserto di Arrakis, organizzati in tribù libere nascoste tra le rocce fuori dal Muro Scudo (vd. sietch). Ultimi discendenti dei nomadi Zensunni. Pirati della sabbia, stando al Dizionario Imperiale. Topi delle sabbie. Fanatici.

I Fremen sono anche definiti cannibali dell’acqua per la loro abitudine di usare i corpi dei morti per estrarne i fluidi, attraverso appositi distillatori per cadaveri. È così che arricchiscono le loro Tute Distillanti – fondamentali per sopravvivere nel deserto.
Per conoscere e guidare le loro tradizioni, è stata inviata una delle nostre consorelle come Missionaria Protectiva a guidarne le sorti spirituali (vd. Sayyadina).

Quando i Fremen devono dire addio a qualcuno, vestono il lutto nel colore del loro pianeta: il giallo.

Galach

n.m. (possibile origine dall’ing. galactic, galattico, pertinente alla galassia) lingua imperiale attualmente in uso, è un ibrido tra angloslavo e termini provenienti da altre lingue, altamente specializzati. Retaggio dall’antica Terra, il galach prende forma durante il periodo di migrazioni umane, a forza di mescolare idiomi e di adottarne di nuovi. La nascita spontanea di un linguaggio universale per l’umanità è naturalmente una convinzione ingenua: per un popolo, anticamente, la perdita della propria lingua era la morte della cultura. Deve essersi verificato un momento dove si è imposto l’uso del galach.
Non stupisce che alcuni tra i popoli più chiusi e isolati dell’Impero proteggano la loro lingua (come il Chakobsa dei Fremen, l’antica lingua dei cacciatori) da più di diecimila anni.

Ghola

n.f./m. (possibile origine dall’ar. Alghwl [الغول], entità che infesta i cimiteri, a sua volta da ghāla, ghermire, cogliere alla sprovvista; o dall’ebr. gōlem [גולם], embrione) corpo rianimato. Prodotto ottenuto dalle tecniche dei Tleilaxu. Da non confondere con clone, che invece copia le stringhe di DNA. Indiscusse le affinità con le persone defunte e alcuni riflessi condizionati risalenti alle vite precedenti; ma i ghola non hanno ricordi. Sono da considerare gusci vuoti per i capricci dei vivi: i Tleilaxu soddisfano felicemente le richieste dato l’ingente guadagno in solari o (si ipotizza) per inserire un agente dormiente nei giusti contesti. Si ignora quali processi avvengano per condizionare la mente di un ghola a vantaggio dei loro creatori. A prescindere, sono da considerare trappole umane, a loro volta prigioniere di una vana tensione a tornare a essere ciò che furono.

 

A parte gli atomi e le strutture che essi formano, c'è qualcos'altro che rende impossibile la resurrezione di una persona dopo la morte, poiché la ricreazione non sarà la stessa persona ma solo un doppio infinitamente vicino. Questa irrepetibilità – potrebbe essere la prova dell’esistenza di un'anima? (dai Saperi Perduti della Terra)

Gom Jabbar

n.m. (dall’ar. Gôm [قوم], il popolo, il nemico, e Jabbâr [جبار], l’Onnipotente, il Tiranno) il Nemico dalla mano levata; l’ago velenoso intriso di metacianuro usato dalle Reverende Madri Bene Gesserit. È l’alternativa letale applicata durante i test per riconoscere gli esseri umani: un soggetto che fallisce rivela di essere poco meno di una persona e poco più di un animale.
Puntare il Gom Jabbar al collo per un totale controllo sul soggetto, infilarlo per intero fino a raggiungere la carotide. Il risultato del veleno è pressoché istantaneo.

Graben

n.m. (dal ted. graben, fossa, scavare) vasta fossa geologica formatasi per lo sprofondamento del terreno. Offrono protezione e sollievo dalle tempeste di Arrakis (vd. Coriolis, effetto). Sui graben sono stati edificati piccoli villaggi di fortuna dai pion, lavoratori appartenenti alle classi sociali più basse, legalmente vincolati al pianeta e ai suoi dominatori. Spesso questi siti – a loro volta definiti graben – scompaiono tra le dune prima ancora di essere registrati e localizzati sulle mappe.

Harkonnen

n.pr.m. (nessuna origine nota associata al lemma) baronia. Famiglia nata tra i fatturati della CHOAM. I tentativi di educare gli Harkonnen alla nobilità sono tuttora deludenti. Rimangono nei costumi e nell’etichetta affini ai loro antenati, mercanti arricchiti dal commercio di pellicce di balena.

Ragni, occhi da ragno / occhi di Harkonnen. Propria della casata di Giedi Primo è la perfidia. Propria di Giedi Primo è la devastazione del suo ecosistema (vd. ecologia). Eterno importo. Consumo. Mai sazi. Harkonnen è ogni forma di smodatezza. Affidato agli Harkonnen è il semi-feudo di Arrakis per la produzione della Spezia (vd. Melange). La ricchezza che ne deriva potrebbe renderli una delle Casate più forti nell’Impero. Gli Harkonnen non rinunceranno mai ad Arrakis. Gli Harkonnen non rinunceranno mai a voler estinguere i loro nemici, gli Atreides.

Ichwan Bedwain

loc.nom.m (dall’ar. ikhwān [إخوان] e badawī [بدوي], fratelli del deserto) codice di fratellanza che unisce tutti i Fremen di Arrakis. A prescindere dagli attriti e le distanze che separano le tribù, la condivisione di un mondo e la profonda compassione reciproca dona agli abitanti delle sabbie la consapevolezza di non essere nati solo per se stessi.

 

Jihad Butleriano

n.pr.m. (da jihād [جِهَاد], sforzo, lotta, e da Serena Butler, viceré della lega dei nobili) Grande Rivolta, crociata di cento anni contro le macchine pensanti avvenuta dieci millenni fa: il suo carattere religioso favorì l’interdizione alla creazione e utilizzo di qualsiasi computer e robot autocosciente. Ha costretto l’umanità a sviluppare molte delle sue capacità latenti: la classe dei Mentat ha reso alcuni computer umani; l’ordine Bene Gesserit legge le persone per individuare la verità; per le rotte iperspaziali, i Navigatori dipendenti da melange presero il posto delle macchine.

«Non costruirai una macchina a somiglianza della mente di un uomo» recita il primo comandamento della Bibbia Cattolica Orangista. La scuola Bene Gesserit trova in esso il fondamento del Jihad: non fu un accanimento verso i corpi in metallo, ma una presa di consapevolezza – mai più l’umano dovrà delegare la propria intelligenza.

Kanly

n.pr.m. (dal tur. kanli [kanlı], sanguinoso, lotta all’ultimo sangue) lotta intestina, vendetta, regolamentata secondo i limiti imposti dal Landsraad (vd. Faufreluches). In origine il Kanly era un codice d’onore, concepito come mezzo per difendere i terzi innocenti; il tempo l’ha trasformato in uno strumento burocratico, agito negli interessi della CHOAM, legalizzando guerre e omicidi. Un mercato di spie e assassini segue il Kanly come le sue postille seguono le norme – spesso soggette a nuove interpretazioni ogni volta che una vendetta è stata eseguita.

Il destino di sudditi e subalterni è arbitrariamente deciso dai loro Signori. Estendere il ricorso al Kanly su ogni cittadino che deve pagare per un torto arrecato produrrebbe un accumulo ingestibile di richieste; è anche per questo che il suo utilizzo è riservato alle Grandi Case.

Khala

n.m. (possibile origine dall’ar. khālā [خالة], sorella della madre; dall’ar. lib. khallāh [خُلَّة], amico fidato) invocazione Fremen tradizionale, per calmare gli spiriti irrequieti di un luogo visitato o menzionato. Per estensione, usato per placare le presenze negative legate a qualcosa che è stato nominato per errore. Ogni lingua avrebbe bisogno di una parola capace di rimettere tutto al suo posto.

Kindjal

n.m. (dal rus. kinžal [кинжал], pugnale tradizionale, a sua volta dal pers. xanjar [خنجر], pugnalare, trafiggere) lama a doppio taglio di fattura pregiata, leggermente ricurva; tipicamente, si aggira attorno ai venti centimetri di lunghezza. In voga presso i membri delle Grandi Case dell’Impero. La fortuna dei kindjal è inversamente proporzionale all’uso delle armi da fuoco, inefficaci se non addirittura controproducenti contro i generatori di scudo (vd. Effetto Holtzman), che eludono proiettili e colpi troppo veloci. Ne consegue che i combattimenti all'arma bianca tendano a essere lunghi ed estenuanti: per riuscire a ferire l’avversario bisogna prima affondare lentamente nel suo scudo.

Kull wahad

loc.agg. (dall’ar. kūll [كلّ] wāḥid [واحد], tutt’uno) accidenti!, sono profondamente commosso/a! – esclamazione di sorpresa e scuotimento, comune fra le genti dell’Impero di ogni classe. Si dice che una volta Muad’Dib abbia visto il pulcino di un falco del deserto rompere il guscio e abbia bisbigliato: «Kull wahad!»

Kwisatz Haderach

n.pr.m (dall’ebr kefitzat haderech [הדרך קפיצת], la via stretta, colui che restringe la strada) «La via più breve». Appellativo con cui noi Bene Gesserit gratificheremo lo sconosciuto: un maschio Bene Gesserit, entità che corona diecimila anni di monitoraggio di linee e soluzioni genetiche. Come le nostre Reverende Madri, il Kwisatz Haderach otterrà i suoi poteri dall’assunzione dall’Acqua della Vita, la Spezia liquida. Sarà capace di varcare, per costituzione organica, lo spazio e il tempo. Vedrà la vita nel suo spettro di possibilità, dal passato più remoto al futuro nel suo mutare. Vedrà le morti di ognuno in un numero infinito di modi. Vedrà nuovi pianeti, nuove genti, nuove civiltà.
Una parte di lui cesserà di essere umana. Un nuovo stadio dell’esistenza, per prevenire la distruzione della specie.

Landsraad

n.pr.m. (dall'inglese medievale land, terra/e, e dall’ol. raad, consiglio, assemblea), la Camera dei nobili provenienti dalle casate (maggiori e minori) nell'Imperium. Come corpo politico precede di millenni la nascita stessa di Casa Corrino: anticamente, risolveva dispute e regolava il commercio tra i governi indipendenti pre-imperiali.

Partecipano all’Alta Camera del Landsraad più di cento Grandi Case. Prese singolarmente, nessuna di loro può eguagliare in potenza i Corrino; tuttavia, alleanze formate all'interno del Landsraad influenzano le scelte del Padishah. Ridimensionamento. Equilibrio (vd. Faufreluches).
De facto, il Landsraad deve regolamentare il suo potere in base alla volontà della Gilda dei Navigatori e della CHOAM per i commerci.

Lisan al-Gaib

n.pr.m. (dall’ar. Lisān al-Ghayb [لسان الغيب], la voce dell’invisibile) «La voce di un altro mondo», «Donatore d’acqua». Nelle leggende messianiche dei Fremen, si tratta di un profeta alieno, che giungerà su Arrakis per liberare il pianeta dai tiranni e per portare acqua sulla sua superficie. I Fremen non riconosceranno mai in uno dei loro leader il salvatore che stanno aspettando (vd. Liet, Mahdi). Il Lisan al-Gaib è la piena rappresentazione dell’intervento pervasivo di una Missionaria Protectiva sui miti di un popolo.

Liet

n.pr.m. (possibile origine dal ger. liet, canto, poesia) nome in uso presso i Fremen di Arrakis per indicare una loro attuale guida leggendaria, un leader tribale e spirituale. Una figura locale, la cui fama è probabilmente dovuta alle profezie seminate dalla nostra Missionaria Protectiva (vd. Sayyadina, vd. Mahdi); si suppone tuttavia che si tratti di un originario del pianeta, pertanto non soddisfa i requisiti della profezia a cui i Fremen sono stati educati (vd. Lisan al-Gaib).
Si tratta di una variabile non prevista che si sta dimostrando capace di condurre i costumi fuori dall’influenza imperiale. Ha dato ai Fremen unità tramite una missione a lungo termine: sembrano intenzionati a portarla avanti di loro spontanea volontà. Si dice che Liet sia prevalentemente interessato a proteggere le caratteristiche ecologiche uniche di Arrakis. Innocuo.

Literjon

n.m. (dal fr. litre, litro, e dall’ing. demijohn, damigiana) solido contenitore in plastica, difficile da ammaccare e con chiusura ermetica. In uso su Arrakis, ogni literjon consente di trasportare un litro d’acqua.

Mahdi

n.pr.m (dall’ar. Mahdī [مَهْدِيّ‎], chi che ben guida la strada) nelle leggende messianiche della Missionaria Protectiva su Arrakis, Colui che condurrà i Fremen al Paradiso. Modificare i miti di un popolo e portarlo ad attendere un salvatore ci consente di garantire in caso di necessità protezione e controllo: quando una delle nostre sorelle si troverà in pericolo su Arrakis, saprà di avere alleati a cui chiedere rifugio.
Il rischio seppur remoto di diffondere le voci sul Messia è che, prima o poi, se ne induca per davvero l’avvento.

Martellatore

n.m. (dal lat. malleus, schiacciare, macinare) bastone – lunghezza variabile secondo i modelli – con un batacchio a un’estremità. Il movimento del batacchio è regolato da un dispositivo a molla fissato all’altra estremità. Esso viene infilato nella sabbia allo scopo di richiamare uno Shai-hulud con il suo battito ritmico.

Mektub al’Mellah

loc.nom. (dall’ar. maktoub [مكتوب], è scritto, e milh [ملح], sale, terra salata, terra maledettad) «è scritto sul sale», la convinzione Fremen, da celebrare con gioia, che un Dio mette i nostri piedi su delle orme che non vediamo. Pacifica rassegnazione.

Melange

s.m. (dal fran. mélange, mescolanza) Spezia dal forte odore di cannella. Spezia delle spezie, di cui Arrakis è l’unica fonte.
Spezia della longevità (o geriatrica). Il suo uso rallenta il metabolismo del corpo, allungando la vita anche di centinaia di anni.

Spezia della dipendenza: in piccole dosi (due grammi per ogni settanta chilogrammi di peso corporeo) non è tanto diversa da uno stimolante; sottoporre un corpo a un uso maggiore arreca un'assuefazione drasticamente più grave. Anche la mente muta sotto l’effetto massiccio del melange. L’astinenza da Spezia lascia il corpo profondamente debilitato: allontanarsi da Arrakis accelera il ciclo di decadimento cellulare, gli effetti geriatrici svaniscono – in poco tempo, l’astinenza porta alla morte.

Spezia della preveggenza: i tessuti nervosi si allineano, sbloccando la percezione di un tempo e spazio nascosto. Un occhio interiore si apre. Le voci degli antenati si mescolano ai nostri pensieri; il futuro assume forma e densità agli occhi azzurrini di chi fa uso di melange. Il futuro si manifesta.

Spezia, il calore delle infinite possibilità che noi Bene Gesserit dobbiamo attraversare. La Spezia è in vendita a 620.000 solari per decagrammo. Non ci manca forse un senso per vedere e udire un altro mondo, dovunque intorno a noi? (tratto da La Bibbia Cattolica Orangista) 

Mentat

s.m. (dalla radice ind.eur. men-, pensare, fare attenzione, scrutare) computer umano, classe di cittadini umani addestrati a raggiungere le vette massime della logica. Per sopperire la mancanza delle macchine pensanti a seguito dello Jihad butleriano (vd. lemma), l’umanità da diecimila anni seleziona i suoi migliori candidati per evolverne le facoltà di calcolo e analisi, affinché si concentrino nel punto focale delle loro coscienze. Esseri innaturali: l’umano, quello naturale, è privo di logica la maggior parte del tempo. I Mentat proiettano la logica in tutti i loro problemi (attitudine socialmente tollerata perché utile). Le soluzioni sono proiettate fuori di sé, per essere osservate, studiate, esaminate sotto tutti gli angoli possibili.
La mente, quella di muscoli e carne, per un Mentat è una fortezza di acciaio: così inespugnabile e perfetta da non accorgersi che, sul lungo termine, non ha più niente di umano.

Mietitrice

n.f. (dal ind.eur. met-, tagliare, misurare) macchina per l’estrazione della Spezia dalle sabbie. Le più piccole vengono comunemente definite “trattori”, ma possono raggiungere i centoventi metri per quaranta nel caso delle “fabbriche di Spezia”. Tutte le mietitrici si muovono con cingoli, fissati su gambe retrattili. Impiegate sulle esplosioni di melange (vd. Prespezia), filtrano la Spezia pura dalla sabbia. Il raccolto di una mietitrice disturba il deserto: le vibrazioni che emette attirano sempre Vermi delle Sabbie. Se una mietitrice non può essere messa al sicuro, assicurarsi di salvare quanta più Spezia possibile – a qualsiasi costo.

Mihna

n.f. (dall’arabo miḥna [مِحْنَة], esaminare, mettere alla prova, calvario) la stagione dei riti di passaggio per i giovani Fremen che vogliono essere ammessi al mondo degli adulti. Sopravvivere abbastanza da superare l’infanzia è un fatto da celebrare: a chi supera il Mihna verrà dato un nuovo nome, con cui potrà essere conosciuto fuori dalla sua casa (vd. Sietch). 

Missionaria Protectiva

loc.nom.f. (dal lat. mittere, spedire, protegere, coprire davanti, difendere) braccio operativo del Bene Gesserit, incaricata di fare “ingegneria religiosa”. Inserire una di noi in una cultura primitiva. Contagiare le sue superstizioni. Fondare nuovi miti. Aprire le regioni allo sfruttamento, affinché, un giorno, le nostre consorelle possano trovare alleati e fedeli.

Muad’Dib

n.m. (dall’arabo mu’addib [مؤدب], colui che insegna, che indica la strada) titolo 

attribuito al Dipodomys, il topo canguro di Arrakis le cui orecchie sproporzionate gli consentono di brinare l’acqua nell’aria e di conservarla. Sopravvive nel deserto – per i Fremen, è da considerarsi una guida, un maestro che insegna loro ad adattarsi. 

Anche la piccola luna Arvon (vd. Arrakis) è chiamata con lo stesso nome: oltre ad avere un disegno della sua superficie che ricorda il Dipodomys, la sua luce azzurrina guida i Fremen la notte tra le dune.

Muro scudo

loc.nom.m. (dall’ind.eur. mer- o mei-, costruire, fissare, riparare, e skeu-, coprire, nascondere) catena montuosa caratteristica di Arrakis, con un’altezza compresa tra i quattromilacinquecento e i seimila chilometri. Protegge le città di Arrakeen e Carthag dalle tempeste (vd. Coriolis) e dai Vermi delle sabbie. Senza il Muro scudo, uno straniero non troverebbe alcun rifugio sicuro su Arrakis.

Padishah

n.m. (dal pers. pādishāh, sovrano, signore sovrano) sovrano dell’Universo Conosciuto. La somma dei due titoli, Padishah e Imperatore, serve a definire un monarca assoluto: il potere di questa carica si estende oltre lo spazio siderale. In suo nome vengono fondate nuove colonie, nuovi mondi ogni anno standard gli sono dedicati.
Siede sul trono l’Imperatore Padishah Shaddam Corrino IV del suo nome, discendente da una stirpe di imperatori lunga diecimila anni.
Attualmente, il suo problema politico è l’influenza degli Atreides. Il loro Duca, Leto Atreides, viene percepito dal Landsraad come più carismatico e capace di attirare consensi dello stesso Imperatore. 

La sua Veridica di Corte è la nostra Reverenda Madre. 

 

Prana-bindu

loc.nom. (dal sans. prana [प्राण], soffio vitale, e bindu [बिन्दु], punto, goccia, particella indivisibile) controllo assoluto sui muscoli e sul sistema nervoso del proprio corpo. Ogni Bene Gesserit fonda il controllo dell’agire e della psiche sul Prana-bindu, praticato quotidianamente fin dalla tenera età.

Obbedienza del respiro; obbedienza di ogni apparato alla singola volontà che governa il corpo; obbedienza di ogni muscolo, volontario e non, come se essi fossero uno solo; obbedienza delle emozioni a un centro interiore. Col tempo, una Bene Gesserit prende possesso di tutte le volontà presenti dentro di sé, ordinandole.

- Il Pranda-bindu permette di sviluppare la capacità di rallentare il proprio battito cardiaco – entrare in stati di ibernazione e trance davanti a pericoli estremi.

- Una Bene Gesserit deve prevalere nel combattimento corpo a corpo: il Prana-bindu ci insegna a governare i nostri centri energetici anche per saper colpire quelli altrui.
- Massima espressione del Prana-bindu è il controllo che esercitiamo sulla nostra Voce. 

- Agire con la nostra parola i corpi delle volontà inferiori.
- Agire le persone prima ancora di poterci resistere.

 

La mente comanda al corpo ed esso obbedisce.
La mente ordina a se stessa e incontra resistenza.

(Dai Saperi Perduti della Terra)

Prespezia

n.m. (dal lat. species, forma, merce) stadio di crescita della massa fungoide creata dalla mescolanza dell’acqua con gli escrementi dei Vermi delle sabbie (vd. Creatore, piccolo). Gonfiandosi, la prespezia produce un caratteristico rombo: comincia così il moto che inverte una vasta zona del deserto di Arrakis con le sabbie sottostanti. La materia nelle profondità è scambiata con la superficie. La vita di sopra soffoca sotto le, assordanti, sabbie in esplosione.

Questa massa, dopo essere stata esposta al sole e all’aria, diventa Melange.

Pundi, riso

n.m. (dal tulu pundi [ಪುಂಡಿ‎], pugno, manciata) riso mutante, prodotto su Caladan (vd. Atreides). Contiene un’alta concentrazione di riso: i suoi chicchi raggiungono i quattro centimetri di lunghezza. Un ingrediente pregiato. Servito tipicamente ai banchetti delle Grandi Case.

 

 

Qanat

n.m. (dall’ar. qanāh [قناة‎], tubo) canale d’irrigazione aperto. Fattura Fremen. Raccoglie e trasporta l’acqua lungo il deserto in condizioni controllate.

Registrazione

n.f. (dal lat. regere, portare, annotare) lettura Bene Gesserit delle persone. La registrazione avviene in due momenti: un primo di raccolta dati, dove l’addestramento Bene Gesserit (vd. Prana-bindu) ci consente di apprendere le micro-espressioni dei volti, le inflessioni nella voce. Completare una registrazione significa per una Bene Gesserit creare dentro di sé il ritratto psichico di una persona – uno schema per comprenderne la carne.
Si ottiene così la facoltà di presagire le volontà altrui prima ancora che i soggetti registrati ne siano consapevoli per utilizzare al meglio la Voce.

 

 

Sardaukar

n.m. (dal pers. sardar [سردار], comandante, guerriero, e kar [گر], lavoratore, suddito) 

soldati d'élite. Devoti nell’anima e nel corpo all'imperatore Padishah. Macchine da guerra, ritenuti imbattibili, al loro livello di abilità marziali si avvicinano solo i Fremen. 

Vengono addestrati in segreto sul pianeta-prigione Salusa Secundus, dove la mortalità dei prigionieri sfiora il 60%: sopravvivono solo i feroci, o i folli. L'addestramento Sardaukar include: l’esercizio gratuito della crudeltà contro il nemico, essere sottoposti a sevizie dai propri superiori, sviluppare tendenze suicide. Col tempo, i Sardaukar cessano di nutrire alcun riguardo per se stessi. Coloro in grado di elevarsi al rango di Bashar (colonnello) e Burseg (generale) godono di immensi privilegi: si dice che l'Imperatore gli concede, oltre che il lusso della vita di corte e interi distretti planetari di cui fare ciò che vogliono. Il prezzo della lealtà eterna.

Sotto certi aspetti, anche il minore in grado dei Sardaukar ha un'esistenza esaltante quanto quella di un membro delle Grandi Case.

(dagli studi di Thufir Hawat, Mentat in servizio presso Casa Atreides)

 

Sayyadina

n.f. (dall’ar. sayyid [سيد], signore, e -na [نا], nostro) accolita nella gerarchia religiosa fremen, su Arrakis. Suo è il compito di assistere la Reverenda Madre del Sietch (una discendente della nostra Missionaria Protectiva), officiando in sua assenza i riti religiosi. Una Sayyadina dev’essere sempre pronta ad accogliere l’eredità spirituale della Reverenda Madre o di assistere una consorella nel farlo.

Per diventare Reverenda Madre si deve superare l’Ordalia, il rituale dell’Agonia della Spezia (vd. Acqua della Vita). Sopravvivere a un’Ordalia non significa necessariamente averla superata: rischi e collateralità possono comunque presentarsi (vd. Abominio).
Una Sayyadina deve vegliare su chi si espone a un simile rischio, subentrando qualora la sua consorella dovesse soccombere all’Ordalia. Proprio per questo, prima di ingerire l’Acqua della Vita, una Sayyadina deve nominare una donna del sietch che prenda il suo posto, affinché ogni eventualità sia tenuta in considerazione.

 

 

Shai-Hulud

n.pr.m. (dall’ar. Shayʾ Khulūd [شَيْء خُلُود], cosa eterna, ciò che è dell’eternità) su Arrakis, il Verme delle sabbie maggiore, il «Vecchio del deserto», il «Vecchio Padre Eternità», il «Nonno del deserto». Questo nome, pronunciato con un certo tono, designa la deità terrena delle ataviche superstizioni Fremen.

Quando i vermi raggiungono dimensioni gigantesche (esemplari lunghi 400 metri sono stati avvistati nelle profondità del deserto) diventano uno Shai-Hulud: vivono molto a lungo, a meno che non siano uccisi dai loro simili o non anneghino nell’acqua – che per essi equivale a veleno. La maggior parte della sabbia esistente su Arrakis è stata probabilmente prodotto dall’azione erosiva dei vermi. Studi di ecologia hanno provato l’esistenza di un legame tra i vermi e la Spezia (vd. Melange): anche se non sia ancora chiaro quale esso sia, è la loro presenza a rendere unico Arrakis.

Sihaya 

n.f.p. (dall’ar. Ṣ-Ḥ-W [صحو], risveglio, rasserenarsi del tempo) la Primavera del deserto, per i Fremen, con implicazioni religiose che indicano l’epoca della prosperità e il «paradiso promesso» (vd. Lisan al-Gaib).

Sietch

n.m. (possibile origine dall’ucr. sich/sech [січ], centro militare, fortezza) in origine, il luogo dove i Fremen si riunivano in tempo di pericolo. Il termine oggi viene comunemente usato per designare qualsiasi caverna abitata da una delle loro tribù. Si dice che, sottoterra, alcuni sietch abbiano un bacino idrico da cui attingere – e a cui le acque dei defunti tornano, restituendo i fluidi donati da Shai-Hulud (vd. lemma). Per comprendere la storia di Arrakis, bisognerebbe esplorare a fondo i sietch; al momento, non si è neanche riusciti a stabilire quanti potrebbero essere. Tutte le stime sembrano parziali.

Soo-soo sook

loc.nom. (dal tur. su, acqua, e dall’ar. sūq [سوق], mercato) urlo riconoscibile dei venditori d’acqua, tra le strade delle città di Arrakis – Carthag e Arrakeen. La quantità dei venditori, per lo più ambulanti, rende la litania di queste tre parole insopportabile fin dal primo mattino. 

 

Strategia

n.f. (da stratēgia [στρατηγία], comando dell’esercito) i fili che passano attraverso il ditale dell’Imperium. Ogni parte attiva nella scacchiera del Landsraad tesse e conduce le proprie strategie. Ogni Grande Casa ha tra i suoi ranghi Mentat, Veridiche e Maestri d’Armi così da fornire diverse prospettive sulla prossima mossa da compiere. Per alcune Case, il fine è unico e condiviso da tutti coloro che lo coadiuvano; in altri casi, le stesse Famiglie sono divise da sotto-strategie.
Quasi mai la prontezza e la puntualità strategica si misurano sul campo di battaglia. Ogni interazione, ogni scambio, ogni banchetto sono avvenimenti pianificati per reclutare alleati, minacciare, mutare il parere di un avversario politico. Anche la più piccola espressione è un passo in avanti nella scacchiera su cui, in qualche maniera, si è sempre presenti. Un eterno colloquio.

 

Tempo profondo

loc.nom. (dal greco témnō [τέμνω], tagliare, dividere, e dal lat. profundus, verso il fondo) la cognizione della storia dell’universo sulla scala di eoni. Superare la percezione umana. Intuire cosa si muova oltre i limiti della storia scritta nelle pietre di un pianeta, nell’ellissi di una meteora, nello scomparire delle stelle dal cielo.
Intuire il costante evolversi della nostra razza, per poter prevedere i prossimi cicli biologici: essere partecipi di disastri di cui non faremo mai esperienza, sacrificando la cognizione del presente in nome dell’Eternità. Questo è il destino del Kwisatz Haderach, la via più breve per esperire il tempo della geologia, il tempo del declino, il tempo lento. 

Tleilaxu

n.f./m. (nessuna origine nota associata al lemma) Originariamente, Mentat distorti, privati di qualsiasi freno morale dal processo di condizionamento. Rinnegati, i Tleilaxu hanno trovato la loro patria sul pianeta eponimo Tleilax, unico corpo celeste orbitante attorno alla stella di Thalim. Si suppone che il nome del pianeta abbia a che fare con un'antica radice terrestre, tlei/tlee, fuoco o spirito, forse proprio a causa della vicinanza alla stella.

I Tleilaxu sono un popolo riservato, conosciuto principalmente per la sua abilità nel creare perversioni biotecnologiche (vd; Ghola). La loro cultura è isolazionista e strettamente gerarchica. Sono suddivisi in ceti sociali simili a caste: Maestri Tleilaxu (biologicamente uomini); Danzatori del Volto (classe lavoratrice, privi di genere biologico e capaci di cambiare forma a loro piacere); e Masheiks (dall'ar. Mashaik [مشايخ], teologo) membri del Consiglio Governativo e particolarmente ferrati in studi teologici legati alla legge.
Testardamente contrari alla morte e a tutto ciò che è natura, qualcuno direbbe che certe creazioni Tleilaxu siano più simili alle macchine proibite dalla Grande Riforma (vd. Jihad Butleriano) che a creature vere e proprie.

 

Tuta distillante

loc.f. (dal lat. de-stillare, separare goccia a goccia) abito inventato su Arrakis che racchiude completamente il corpo. Il suo tessuto è composto da più strati sottili che dissipano il calore del corpo e filtrano i residui organici. L’umidità recuperata è riversata nelle tasche di raccolta, da cui viene aspirata mediante un tubo.

Uncinatore

n.f./m. (dal gr. ónkos [ὄγκος], curvatura, gancio) Fremen con amo da creatore, incaricato di catturare, montare e timonare un Verme delle sabbie. 

Usul

n.m. (dall’ar. uṣūl [أصول], fondamento, origine) la base del pilastro in Fremen. Alcune parole, nei Sietch, vengono usate come nomi nascosti, attribuiti ai suoi abitanti per come verranno conosciuti privatamente tra di loro. Il nome nascosto di un Fremen non può mai essere rivelato fuori dal Sietch.

Veridica

n.f. (dall lat. vērum dicere, dire il reale) una Veggente Bene Gesserit nell’espletamento delle sue funzioni, la cui più conosciuta è la veritrance. Attraverso l’assunzione di narcotici per l’osservazione, una Veridica è in grado di riconoscere  movimenti e reazioni automatiche – fisiche e psichiche – dei propri interlocutori. Ogni menzogna viene/deve essere svelata (vd. registrazione).

Zensunni

n.m. (dall’sans. dhyāna, meditazione, e dall’ar. sunnah [سنة], cammino, via) originariamente, seguaci di una setta scismatica fiktivita che si separò dagli insegnamenti di Maometh Terzo più di undicimila anni fa.
La religione Zensunni ci è nota soprattutto per il suo misticismo e per il ritorno al «mondo dei padri». Molti studiosi citano Ali Ben Ohashi quale capo dello scisma originario, ma riteniamo che sia stato semplicemente il portavoce maschile delela sua seconda moglie, Nisai.
Si dice che lo Zensunni sia foriero di antichi insegnamenti terrestri appartenenti alle religioni del Buddhismo e dell’Islam. 

I mistici zensunni e i loro dogmi hanno dato luce a pratiche tra le più disparate nell’Imperium: i Fremen di Arrakis ritengono che i precetti filosofici dello Zensunni siano fondamento della loro cultura; allo stesso modo, si dice che gli abitanti di Tleilax si affidino al rigore dell'antico misticismo, anche se, data la loro cultura riservata, ci è preclusa ogni certezza in merito.

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