A PLAY FOR THE LIVING IN TIME OF

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2022

EXTINCTION

 

note

«La differenza tra morte ed estinzione è questa: la morte è scomparire. L’estinzione è smettere di esistere».

Sono le parole della protagonista di Uno spettacolo per chi vive in tempi di estinzione; una «donna che ha paura della morte, drammaturga, sui 40 anni» che ragiona con il pubblico di origini, lasciti e sopravvivenze. Il testo rimemora le cinque grandi estinzioni che hanno modificato la vita sulla Terra, misurandone il tempo profondo, di generazione in generazione, per arrivare alla singolarità della sesta, velocissima e letale, fine del presente per come lo conosciamo. Uno straziante catalogo, di specie estinte o quasi scomparse, ci invita, se non a cambiare il futuro, perlomeno a prestarvi attenzione; perché il tempo dell’uomo, un battito d’ali paragonato alla vita della Terra, rischia di cancellare per sempre l’eredità di tutto il creato. Pipistrelli bruni, gechi marmorizzati o cipressi delle Guadalupe, tutte specie sull’orlo di un’estinzione di massa di cui basterebbe anche solo ricordare i nomi per cominciare a prendersene cura. Allestita a partire da un progetto per il Théâtre Vidy-Lausanne della regista britannica Katie Mitchell – che della difesa dell’ambiente ha fatto uno dei cardini della sua opera – la pièce dell’americana Miranda Rose Hall (Baltimora, 1990) porta in scena il dibattito sul cambiamento climatico, sul rapporto con la morte e la vita come dono. In Italia, lo spettacolo è reinterpretato da lacasadargilla/Lisa Ferlazzo Natoli con un lavoro minuzioso sul lessico, l’interpretazione e l’immaginario scenico, sonoro e visivo evocato dal testo, pur nel rispetto del concept originale.

crediti

testo Miranda Rose Hall concept di produzione e regia originale Katie Mitchell drammaturgia originale Ntando Cele concept per l’Italia lacasadargilla traduzione e drammaturgia italiana Margherita Mauro regia Lisa Ferlazzo Natoli scene/allestimento e suono Alessandro Ferroni luci Luigi Biondi immagini Maddalena Parise cura del movimento Marco D’Agostin composizioni per il coro Gianluca Ruggeri con Esther Elisha con i coristi di Coro Hispano Americano, Sa oghe ‘e su coro, Voci di mezzo, Coro di Micene, Coro Suoni e l'Anpi, Glass armonico, Coro Sinfonico Giuseppe Verdi Quintetto Imperfetto, Cantarei preparati da Livia Brambilla con la collaborazione di Giovanna Ferrara, Filippo Maria Tuccimei aiuto regia Alice Palazzi  assistente alla regia Caterina Dazzi impianti ciclo-elettrici Pedal Power Milano – Chiara Mazzatorta ciclisti Tazio Airaghi, Luigi Aliverti, Milo Cuniberto, Daniele D’Aquila, Francesco Lionetti, Angelo Lisco produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

foto

 

 

 fotografie © Masiar Pasquali

 

artwork © Maddalena Parise

specie a rischio estinzione o estinte