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2020

ARRIVAL

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DI TED CHIANG

STORIE DELLA TUA VITA

 

Arrival / Story of Your Life, vincitore del Premio Nebula – struggente omaggio alla comunicazione tra specie e grande affresco sull’amore e sul tempo – è il più celebre dei racconti di Ted Chiang. Il racconto fonde in modo magistrale le due dimensioni di Louise Banks: quella privata, segnata in modo indelebile dalla perdita della figlia e quella professionale, che la vede impegnata nel tentativo di interpretare la lingua di un gruppo di alieni misteriosamente atterrati con dodici navi in diversi punti della Terra. Il linguaggio degli eptapodi – così vengono soprannominati gli alieni dagli scienziati – sembra prodursi attraverso il gas contenuto nei loro tentacoli, formando frasi palindrome iscritte in simboli circolari, simili a semiogrammi. Louise ipotizza che il modello comunicativo degli eptapodi corrisponda all’ipotesi linguistica di Sapir-Whorf presupponendo che il linguaggio sia in grado di programmare e cambiare la mente umana, inducendo l’uomo a scavalcare la barriera del tempo progressivo a cui è legato il pensiero.

 

L’impianto sonoro immaginato per circondare letteralmente gli spettatori, rielabora i Why Patterns? di Morton Feldman eseguiti da glockspiel, pianoforte e flauto, composizioni che, grazie a un meccanismo di durata, variazioni e coincidenze, determinano gradualmente l’annullamento del tempo inteso in senso cronologico. In contemporanea all’esecuzione dal vivo – espandendo la riflessione sul principio della mutazione – si alternano paesaggi elettronici e siderali a emersioni e distorsioni degli stessi Why Patterns? di Feldman come reperti e segnali della natura del tempo non solo in quanto Cronos ma come un lavorio sul concetto, anche musicale, di Kairos, che è il vero cuore del testo di Chiang.

 

Dispositivo narrativo non-frontale, Arrival / Story of Your Life nella sua forma spettacolare ha una natura installativa immersiva per restituire agli spettatori in parole, musica e immagini il concetto fondante del racconto: la possibilità di un’esperienza sincretica attraverso un ordine temporale che, grazie alla lingua che gli alieni donano alla protagonista, è diventato “tutt’altra cosa” – per dirla con Bradbury – da come lo percepiamo e crediamo di conoscerlo.

 

L’adattamento introduce un elemento di novità assoluta nel riscrivere il racconto: la moltiplicazione della voce narrante della protagonista femminile in tre diversi corpi attoriali. La drammaturgia così, disegnandosi apparentemente su tre diverse età della vita, arriva a radicalizzare e a far emergere i temi sotterranei di Arrival / Story of Your Life: la sincronia temporale delle nostre vite, la conoscenza come stratificazione di momenti simultanei che si riproducono sempre nuovi, la costruzione di un’identità non causale, ma come conseguenza e dono della decodifica del linguaggio alieno da parte della donna.

 

C’è una commozione, come una carezza ruvida, nel costruire narrativamente un corpo sincronico moltiplicato per tre figure - tre donne che sono la medesima in tre età diverse della vita: la possibilità di ri-guardarsi e re-incontrarsi, lanciare uno sguardo improvviso a sé nel passato o nel futuro, sorridersi o solo ascoltarsi per qualche attimo. Tre donne che allo stesso tempo sono sempre una, del tutto a prescindere dai diversi momenti cronologici che il nostro bios ci impone d’attraversare andando, inevitabilmente, verso la morte. 

 

Le tre interpreti – con tre sgabelli di legno e ferro e tre leggii su cui il testo starà come diario e rimembranza – sono disposte sul palco prossime al boccascena, dietro di loro in controluce, i musicisti, come fossero interpreti e testimoni al tempo stesso. A metà palco come una membrana fra le attrici e i musicisti, cinque schermi verticali semitrasparenti trasmettono il disegno originale per immagini, come un omaggio e un tradimento al film, ai semiogrammi alieni, alle tante scritture simboliche e sincretiche – e alle loro variazioni inevitabilmente pittoriche – che gli uomini hanno saputo produrre fuori dal mondo occidentale e dall’alfabeto latino.

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crediti

tratto da Story of Your Life (Storia della tua vita) di Ted Chiang ideazione lacasadargilla regia Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni adattamento Roberto Scarpetti con Lisa Ferlazzo Natoli, Anna Mallamaci, Francesca Mazza musiche Why Patterns? di Morton Feldman glockenspiel Gianluca Ruggeri flauti Elena D’Alò pianoforte Arianna Granieri elaborazione live e regia del suono Alessandro Ferroni ideazione immagini e progetto video Maddalena Parise costumi Camilla Carè luci Francesca Zerilli aiuto regia Alice Palazzi fonico Pasquale Citera una produzione lacasadargilla, Ars Ludi Ensemble, Emilia Romagna Teatro Fondazione

 

foto

 

 fotografie © Sveva Bellucci

"Perché nel presente ci sono tracce del passato e non del futuro?

Perché ricordiamo il passato e non il futuro?"
Carlo Rovelli