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CIÒ CHE RESTA DEL FUOCO

2013

 

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“La cenere indica qualcosa che una volta era – o c’era una volta - e che adesso non esiste più nemmeno come possibilità del ricordo. La cenere come copertura di qualcosa che non c’è più, è scomparso dalla nostra vi(s)ta.” Raccontare per salvare.

 

Ciò che resta del fuoco è l’azione collettiva di una sera, una chiamata per restituire voce a quella straordinaria letteratura che i nazisti hanno voluto cancellare con i roghi cominciati il 10 maggio 1933. Come una diga per contenere la scomparsa dei libri e con essi delle storie e dei linguaggi, e non dimenticare un’altra rovina, quella della grande Biblioteca di Sarajevo.

 

La sera del 9 maggio 2013 – anniversario della nascita dell’Unione Europea – il pubblico fa il suo ingresso nel Teatro Argentina, dopo aver sostato davanti all’imponente facciata che, come una membrana si anima con sequenze di volti e di libri ‘invitando’ gli spettatori ad entrare. Qui gli spettatori non ‘assistono’ a uno spettacolo, ma piuttosto entrano in una biblioteca abbandonata, un grande spazio messo a fuoco e sigillato – o quel che resta di un teatro – la sala coperta di cellophane e cenere, con una grande pila di libri che dal fondo palco si rovescia fino a coprire tutto il palcoscenico, e fra i libri, sedie e microfoni pronti all’uso. Tutt’intorno, sui palchetti, come zattere sospese in attesa di essere salvate, molte fra le maggiori librerie indipendenti romane espongono i loro libri ‘salvati dalle fiamme’.

 

I cittadini sono invitati a compiere un’azione: entrare, ascoltare, scegliere alcune pagine, stralci o passaggi dalla grande pila di libri mandati al rogo e leggerle, in alternanza con un ensemble di attori. A fare de filo rosso, le parole di Leo Lowenthal sui tanti libri da salvare (I roghi dei libri. L'eredità di Calibano), la cui lettura scandisce il tempo in cui - in un gioco di scatole cinesi - emergono stralci e passaggi dei libri mandati al rogo e scelti dai lettori occasionali. E intorno, le note del clarino di Gabriele Coen e la voce di Miriam Meghnagi. 

Come storie raccontate intorno a un fuoco e salvate da un rogo; dal fuoco che distrugge al fuoco che spegnendosi riscalda e accende le storie.

 

Questa serata è il momento conclusivo di una giornata che ha inizio con un incontro nell’Aula Magna del Rettorato di Roma Tre dal titolo I Libri ritrovati. In memoria dei roghi di Berlino, nell’ambito del Master internazionale di II livello in didattica della Shoah, Università di Roma Tre. Incontro a cura di David Meghnagi, direttore del Master internazionale di II livello in didattica della Shoah e di Luciano Violante Presidente della Camera dei Deputati.

crediti

un progetto di Teatro di Roma realizzato da lacasadargilla – Muta Imago e tutti i cittadini che vi partecipano video mapping facciata Daniele Spanò interventi musicali Gabriele Coen, Alessandro Gwis voce Miriam Meghnagi progetto in collaborazione con Master internazionale in didattica della Shoah, Università degli Studi RomaTre, RaiTeche, RaiEducational, RaiStoria, RaiNews24, Rai Radio Tre, Archivio Storico dell’Istituto Luce con le librerie Assaggi, Fahrenheit 451, La Linea d’Ombra, L'Argonauta Libri per viaggiare, Libreria delle Donne-Tuba, Libri Necessari, Robin è Nero su Bianco, Serendipity, Simon Tanner, Tara, Zafari un ringraziamento a Fabio Alberti, Yassir Goretz, Mariangela Mincione

 

9 maggio 2013, Roma, Teatro Argentina

 

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 fotografie © Daniele Spanò

“Laddove si danno alle fiamme i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini

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