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UNA NOTTE IN GIALLO

2019

 

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Una notte in Giallo – progetto vincitore de La Notte dei Musei 2019 – è un dispositivo narrativo atipico a metà strada tra il monologo teatrale, la confessione improvvisa e un singolare concerto dal vivo che sceglie di presentare al pubblico due gioielli della letteratura contemporanea noir: Sangue e neve di Joe Nesbo e La ragazza del treno di Paula Hawkins – adattati ed espressamente ridisegnati per l’occasione così da durare 15 minuti l’uno e ripetersi in un’alternanza di 4 cicli ciascuno nell’arco di 4 ore. Una notte in Giallo accompagna gli spettatori nella Sala da Ballo del Casino Nobile di Villa Torlonia di Roma – mettendoli nella doppia posizione di ascoltatori e detective dilettanti invitati a ricostruire i fatti che la narrazione lascia – volutamente – oscuri e ‘fuori campo’. 

Un viaggio notturno lungo le tracce di due inquietanti casi della letteratura poliziesca contemporanea; e tra le strade, le architetture e gli umori segreti di due città europee: le desolate periferie di Londra viste da un treno in corsa come una grande finestra hitchcockiana de La ragazza del treno e l’Oslo innevata e ovattata, di una purezza cristallina e perturbante, di Sangue e neve. 

Due testi scelti in virtù dei temi urbani, tutti contemporanei, che disseminano sotto la struttura noir di genere: sogni e paure di uomini e donne nel silenzio delle metropoli, la solitudine estrema di questo nostro ‘oggi’, il sogno irraggiungibile dell’’amore’, le ossessioni, i casi e gli incidenti che decidono, senza che neanche ce ne accorgiamo, le nostre vite. E la sapienza estrema – linguistica e narrativa – con cui rendono omaggio al genere giallo e giocano, con grande spessore, con codici diversi: la suspense, le amnesie e il diario notturno de La ragazza del treno, il soliloquio per flashback, il racconto spietato e il ribaltamento di piani narrativi e ‘soggettive’ di Sangue e neve.

A fare da filo rosso in questo viaggio tra architetture museali, misteri e topografie di città in un’Europa quasi sconosciuta, il lavoro della partitura musicale originale che ha stratificato su un paesaggio di suoni elettronici accenni di melodie, treni che corrono nella notte, un valzer lontano, jingle e canzoncine natalizie attutite dalla neve, passi sull’asfalto e l’ululato di un cane.

L’allestimento ‘site specific’ di Una notte in Giallo si disegna negli spazi del Casino Nobile di Villa Torlonia con due grandi cerchi di prato sintetico circondati da una corda azzurra da marinaio – omaggio a Fred Vargas di L’uomo dei cerchi azzurri. Dentro il primo cerchio, un ordinato nugolo di neve bianca cristallizzata e tracce di sangue. Nel secondo, lattine accartocciate, un diario e biglietti del treno, sovrascritti in rosso e accartocciati. Indizi, tracce, resti di ciò che è accaduto. Tra le due postazioni a cerchio una ‘stazione sonora’ in quadrifonia dà vita, quasi fosse una radio On Air, a tutti i paesaggi musicali che accompagnano live i due racconti, per permettere a ogni spettatore un ascolto immersivo. La Sala da Ballo del Casino Nobile, sfarzosa residenza dei principi Torlonia che porta le tracce problematiche del passaggio di Mussolini si ‘trasforma’ così, per questa notte in giallo, nel luogo di vicende misteriose, tradimenti, incubi e assassinii.

SANGUE E NEVE
Jo Nesbo

Negato come rapinatore di banche perché incasina le fughe. Negato come pappone perché si affeziona alle prostitute. Come spacciatore o esattore di crediti perché non sa tenere i conti. Nel giro della mala, l'unica cosa che Olav è capace di fare è il liquidatore. Ma quando Daniel Hoffmann, il boss della droga di Oslo, gli ordina di uccidere sua moglie perché lo tradisce, persino lui capisce di essere finito in un mare di guai. Se poi, anziché uccidere la donna, Olav se ne innamora, è chiaro che il mare è destinato a diventare un oceano. Ormai braccato, gli resta una sola speranza: liquidare Hoffmann prima che Hoffmann liquidi lui, magari chiedendo aiuto al suo peggior nemico. Come finirà Olav? E soprattutto, perché?

 

LA RAGAZZA DEL TRENO
Paula Hawkins

La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Ogni mattina prende lo stesso treno dalla periferia di Londra verso il suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della giornata di Rachel. Seduta accanto al finestrino può osservare non vista le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma, può spiare un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Rachel li osserva, immagina le loro vite, la coppia perfetta con una vita perfetta. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. Da quel momento la sua rassicurante invenzione si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Che cos’ha visto davvero Rachel?

crediti

testo di Andrew Bovell da un progetto di lacasadargilla regia Lisa Ferlazzo Natoli traduzione Margherita Mauro con Caterina Carpio, Marco CavalcoliLorenzo Frediani, Tania GarribbaFortunato LecceseAnna MallamaciEmiliano MasalaCamilla Semino Favro, Francesco Villano scene Carlo Sala costumi Gianluca Falaschi disegno luci Luigi Biondi disegno del suono Alessandro Ferroni disegno video Maddalena Parise aiuto alla regia Margherita Mauro assistente ai costumi Nika Campisi assistente alle luci Omar Scala assistente alla regia volontaria Caterina Dazzi fondale realizzato da Rinaldo Rinaldi costumi realizzati dall'Atelier Fondazione teatro Due scene costruite nel laboratorio di ERT foto di scena Sveva Bellucci ​immagine di locandina frames dall’opera Caelum di Daniele Spanò produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma – Teatro NazionaleFondazione Teatro Due con il sostegno di Ambasciata d’Australia e Qantas

 

foto

 

 fotografie © //

“La neve danzava come bambagia nella luce dei lampioni (…)

Chiudo gli occhi. Ascolto le detonazioni.

Sento i proiettili conficcarsi nella carne. Due pallottole di piombo.

Nel punto in cui la gente normale ha un cuore.

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