UN ARCHIVIO IN VITA

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2019

 

note

La diapositiva è un supporto trasparente (lastra o celluloide), un’inversione del negativo che rende visibile l’immagine latente prima della stampa. È un oggetto familiare, maneggevole, visibile a occhio nudo, e allo stesso tempo è un supporto arcaico che mostra la materia stessa di cui si fa la fotografia: gli strati di cellulosa, le emulsioni, la foto-sensibilità. Visibili in trasparenza, per mezzo di una lampada e un obiettivo, le diapositive sono fragili, fatte di pulviscolo e di luce. Per il dispositivo che ne regola la visione dalla prima all’ultima ‘battuta’ – si avvicinano all’ordine visivo e temporale messo in campo dal teatro, le si guarda nel tempo stabilito dallo scorrimento del proiettore e non possono essere separate dallo spessore del supporto e del suo schermo. 

 

Slides, ritagli del tempo. Un racconto per diapositive è un’istallazione multipla di diapositive dislocata in sei luoghi di proiezione che prendono le mosse da altrettanti luoghi semantici de La casa d’argilla; non è una mostra sullo spettacolo, ma prende le mosse da ciò che ne è stato tolto, da tutto quello che la scena ha spazzato via e che resta nelle parole e nei corpi delle attrici. Fotografie ‘staccate dal muro’ che al loro posto hanno lasciato un’impronta. 

 

Slides è allora piuttosto una mappa da percorrere accanto allo spettacolo, una geografia che si disegna sulla traccia dei temi aperti da La casa d’argilla, per poi spostare lo sguardo altrove e mettere in campo un ordine immaginario diverso. Sei temi che diventano occasione di riflessione sull’immagine fotografica e su alcuni suoi motivi ricorrenti. Un doppio ordine è sempre attivo, concreto e riflessivo: il catalogo di oggetti enumerati senza posa dalle cinque protagoniste si trasforma. per esempio, in una sorta di banchetto immaginario che prende corpo nell’immobilità di vecchie fotografie o nel rovesciamento del ‘reale’ degli scatti dell’avanguardia; i paesaggi della memoria si materializzano negli scatti di Talbot o di Rotchenko. Il ricordo – il suo sdoppiamento o la sua frammentarietà – si articola in una serie di diapositive con volti dimezzati o doppi ritratti, visibili solo a distanza ravvicinata, nelle piccole scatole luminose di visori portatili. 

 

Slides riflette così allo stesso tempo sull’immagine fotografica e su alcuni suoi motivi ricorrenti  che scandiscono La casa d’argilla nelle sue varie forme: morte, calco; il dettaglio fatto ritratto; il documento, la fantasmagoria; il ricordo e la somiglianza; il paesaggio, i resti e la memoria. 

 

Lo scorrere del dia-proiettore che, programmato in loop ripete la serie ossessivamente, richiama infine il tempo circolare e spezzato di questa veglia funebre: il passare degli anni o delle ore che sembra ripetersi ogni giorno o durare lo spazio di una notte.

progetto e cura Maddalena Parise direzione allestimento Mauro Maria De Santis consulenza luci Luigi Biondi fotografie di scena Jacopo Quaranta

crediti

 

foto

"Slide: scivola via; transitorio, instabile, incostante; che passa, che scorre impercettibilmente; istante;

passare rapidamente da un oggetto all’altro; diapositiva."