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IF / 2017-2019

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IF/INVASIONI (dal) FUTURO*2017

21-27 agosto 2017, Roma

IF / INVASIONI (dal) FUTURO, dopo il progetto triennale per l’Auditorium di Mecenate e ragionando sulle linee guida del Bando per l’Estate Romana 2017-2019, trasforma radicalmente la propria natura in un esperimento urbano di ‘disseminazione’ delle narrazioni di fantascienza per metterne a nuova prova l’efficacia e l’aderenza alle domande, ai desideri e ai bisogni di cittadini e passanti, di un pubblico causale e non previsto accanto a quello degli appassionati. Se, durante il primo triennio, le scritture della fantascienza avevano preso vita in e per un unico luogo, questa nuova edizione di IF sceglie molteplici luoghi e un’unica storia: Anni senza fine di Clifford Simak. Romanzo quasi sconosciuto che per la sua struttura narrativa – una serie di racconti autonomi ma interdipendenti che letti in progressione rivelano l’unicità della piccola epopea cui appartengono –, apre una doppia possibilità di restituzione: frammentata nei tanti episodi disseminati per la città e ricomposta poi, un solo ultimo giorno al Teatro India, in un unico racconto. 

 

Nel mondo immaginato da Simak l’Uomo si è estinto per una misteriosa catastrofe, perché l’invenzione dell’arco e della freccia sono: “Il principio della fine. Sono un gioco, un’arma, un trionfo dell’ingegno umano e il vagito di una bomba atomica”. Solo i Cani, intorno a fuochi notturni, ne raccontano la storia, come tra gli uomini gli adulti raccontavano ai giovani le loro leggende. “Queste sono le leggende che i Cani si raccontano quando le fiamme crepitano alte e il vento fischia da nord […] e quando la storia è finita fanno molte domande. “Che cos’è l’uomo?”, chiedono. Oppure: “Che cos’è una città?”, o anche: “Che cos’è una guerra?”. Quella di Anni senza fine è una storia profetica e attuale – in sintonia con le paure, i desideri e le alienazioni della modernità - che racconta la fine degli uomini e disegna un mondo abitato da cani parlanti, robot sopravvissuti ai propri creatori e architetture in abbandono, edificate un tempo dall’invisibile popolo delle formiche. 

 

Durante cinque giorni l’istallazione di una ‘scatola sonora’ - omaggio alla sonda spaziale Rosetta - permette al pubblico di ascoltare in cuffia i singoli capitoli del racconto in diverse aree della città di Roma, scelte per la loro natura di luoghi d’attraversamento o incontro. A ogni ‘ascoltatore’ viene data una mappa delle diverse collocazioni di Rosetta, in modo da poter seguire l’evoluzione narrativa del romanzo e, grazie al racconto di Simak, scoprire scorci inediti e guardare altrimenti paesaggi e architetture della propria città. Un’azione urbana diffusa sul territorio che, da Piazzale Ostiense al Parco del Colle Oppio, dal Ponte della Musica a Piazza San Giovanni Bosco, dal Mercato Latino di Piazza Epiro fino al Pigneto, invita cittadini a fermarsi e ascoltare un capitolo di Anni senza fine. A conclusione di questo primo ciclo, l’archeologia industriale, metafisica e singolare, del Teatro India diventa la scenografia naturale, per una sola notte, per il compiersi dell’intera epopea di Simak. I sei ‘episodi’, insieme ai due conclusivi adattati solo per il ‘live’, sono presentati nella forma di un racconto musicale contemporaneo con il Canone a 4 voci BWV1074 di Bach - detto ‘enigmatico’ - sviluppato, come in un gioco di specchi in otto diversi quadri. Nove attori - in partitura polifonica, vicina alla natura quasi orale della stessa scrittura, attraversano la storia e ‘rubano’ le voci a umani, mutanti, robot e cani. Lo spazio scenico è quello spoglio dell’area esterna del Teatro India delimitato da semplici elementi luminosi: tubolari metallici attorcigliati in forme concentriche per ricreare un paesaggio lunare, una città del futuro dove la civiltà degli uomini è raccontata da chi gli è sopravvissuto.

un progetto di lacasadargilla / Lisa Ferlazzo Natoli, Alessandro Ferroni, Alice Palazzi, Maddalena Parise in collaborazione con Gianluca Ruggeri / ARS Ludi e Tania Garribba, Fortunato Leccese, Diego Sepe, Roberta Zanardo adattamento di Anni senza fine a cura di Silvana Natoli voci registrate e attori Simone Castano, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Silvio Impegnoso, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Alice Palazzi, Diego Sepe, Roberta Zanardo serata del 27 agosto a cura di Lisa Ferlazzo Natoli realizzazione per strumenti a tastiera del canone enigmatico a 4 voci 1074 di J. S. Bach Gianluca Ruggeri esecuzione dal vivo Ivano Guagnelli allestimento Camilla Carè e Maddalena Parise regia del suono Alessandro Ferroni ideazione e realizzazione di ‘Rosetta’ Alessandro Ferroni & Mama Factory ufficio stampa Martina Sarpero/PAV con la collaborazione di Amelia Realino/Teatro di Roma promozione e comunicazione PAV con la collaborazione di Camilla Carè illustrazioni Camilla Carè si ringraziano per il supporto tecnico Mauro Fiore e Gianluca Tomasella e si ringraziano Lorena De Gregorio, Sebastian Marzak, Flavio Murialdi, Massimo Risi, Luca Staiano

 

l'iniziativa è parte del programma dell'Estate Romana 2017 promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE con il sostegno di Teatro di Roma diretto da Antonio Calbi

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 fotografie © Lacasadargilla e  Sveva Bellucci

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IF/INVASIONI (dal) FUTURO*2018

20-25 agosto 2018, Roma

Sciami meteorici attraversano l’atmosfera. Marte non è mai stato così vicino alla Terra. Un’eclissi di Luna infuoca il cielo notturno. Quali universi ci stanno ‘invadendo’, e quali invece riusciamo – ancora – a immaginare? Quest’anno ci affidiamo alle formidabili narrazioni ‘europee’ di James G. Ballard per disegnare una sorta di grande ‘affresco’ fatto di racconti diversi diffusi in tutta la città con la sonda sonora Rosetta e poi riunite in scena per un’unica serata al Teatro India.

Sei racconti montati come in un’alternanza tra il bianco e nero e il colore d’interi mondi diventati città, vere e proprie aree della Terra desertificate, ferme in un perturbante Intervallo e pianeti dai cieli rosso ciliegia. Sei storie che raccontano la ‘zona mutata’, ricca e indolente di Vermillion Sands e delle sue case psicotropiche in I mille sogni di Stellavista, o di fiori canori e perturbanti donne-insetto in Prima Belladonna. Ma anche le città-condominio di Billennio, in cui l’assenza di spazio fisico prosciuga ogni immaginazione, e le città-tempo sconfinate e circolari di Città di concentramento. O ancora le vertigini galattiche del “tempo profondo” rallentato fino allo zero assoluto di Terre d’attesa. 

 

La sonda Rosetta attraversa quest’anno altre geografie della città di Roma: da Torpignattara al Quadraro, da San Basilio a Tor Marancia a Piazza San Giovanni Bosco, offrendo in cuffia a ogni passante le struggenti costruzioni immaginifiche di Ballard sullo sfondo dei territori stessi, ricchi di scenari pittorici d’arte pubblica. Così che i murales stessi diventino la scenografia inedita delle distopie ballardiane. In Piazza San Giovanni Bosco, il paesaggio cittadino si modifica ulteriormente e in tempo reale: qui durante l’ascolto, le campane per la raccolta del vetro – grazie al progetto GAU - sono dipinte ‘live’ da street artists trasformandosi in vere e proprie visioni ballardiane. I racconti di Ballard approdano infine presso il MAAM/Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz e sono le opere di questo inedito spazio museale romano a trasformarsi nell’illustrazione dei racconti nel corso di una singolare visita ‘in cuffia’ offerta al pubblico.

A conclusione dei viaggi di Rosetta tutti i racconti – mobili e stratificati per differenze d’ambientazione e natura narrativa – sono ‘trasmessi’ dal vivo al Teatro India nell’arco della serata Ballardiana come provenissero da diverse stazioni radio letteralmente animate da musicisti e attori. Elettronica per le distopie cittadine, materie acustiche per Vermillion Sands, e basso elettronico per lo spazio profondo. Intorno – nelle luci e nei costumi – in alternanza il cemento delle metropoli, i colori accesi delle razze volanti e delle orchidee ‘sonore’ e gli azzurri arroventati dell’universo visionario di Ballard.

Precede la Ballardiana la conferenza Il mondo sommerso. Architetture e trasformazioni possibili del modello di città Per riflettere sugli scenari urbani narrati da Ballard, sulle nozioni di soglia e ‘intervallo’ come aperture a uno spazio libero, per ripensare – oggi – la nozione di città. Alla conferenza segue l’esplorazione partecipata del quartiere con sistemi radio WalkaboutL’immagine di locandina è realizzata quest’anno dall’artista Tellas, pittore, incisore e disegnatore, conosciuto principalmente per le sue opere murali.

un progetto di lacasadargilla / Lisa Ferlazzo Natoli, Alessandro Ferroni, Alice Palazzi, Maddalena Parise in collaborazione con Gianluca Ruggeri / ARS Ludi e Margherita Mauro, Tania Garribba, Fortunato Leccese, Roberta Zanardo, Silvio Impegnoso registrazioni e lettura concertata del 26 agosto a cura di Lisa Ferlazzo Natoli con Simone Castano, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Silvio Impegnoso, Fortunato Leccese, Alice Palazzi, Roberta Zanardo concetti e paesaggi sonori Gianluca Ruggeri basso elettrico Massimo Ceccarelli percussiologi Matteo Fracassi, Gianluca Ruggeri costumi Camilla Carè disegno del suono Giuseppe Silvi fonico Pasquale Citera aiuto regia Flavio Murialdi coordinamento artistico Alessandro Ferroni, Maddalena Parise ideazione e realizzazione di ‘Rosetta’ Alessandro Ferroni & Mama Factory assistenti al progetto Marta Conte, Sebastian Marzak, Massimo Risi conferenza Il mondo sommerso con Dario Gentili (filosofo) Daniele Balzano (architetto) e la partecipazione di Carlo Infante/Urban Experience comunicazione e promozione Camilla Carè e Margherita Masè in collaborazione con PAV immagine locandina Tellas foto di scena Sveva Bellucci e Margherita Masè

 

si ringrazia l'Assessore alla Cultura del VII Municipio per il sostegno all’iniziativa, Mauro Fiore per il supporto tecnico, l'iniziativa è parte del programma dell'Estate Romana 2018 promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE con il sostegno di Teatro di Roma diretto da Antonio Calbi in collaborazione con MAAM - con la partecipazione di Fabio Morgan/Progetto GAU e degli artisti Paolo ‘Gojo’ Colasanti e Hoek

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 fotografie © Sveva Bellucci e Margherita Masè

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IF/INVASIONI (dal) FUTURO*2019

27 agosto - 1 settembre 2019, Teatro India, Roma

Dopo cinque anni di lavoro stratificato nella città di Roma per portarvi una riflessione allargata, tutta contemporanea, su linguaggi e modelli di mondo, distopie sociali, mutazioni e vertigini di futuro grazie ai migliori esempi della fantascienza moderna, adattati e messi in forma di ‘teatro musicale multimediale’ o diffusi per la città per mezzo della ‘sonda’ sonora Rosetta, IF/INVASIONI (dal) FUTURO, con un movimento centripeto, torna, nel 2019, ad abitare un luogo unico, il Teatro India di Roma, presentando al pubblico una sorta di Best Of di tutte le scorse edizioni. Da Solaris di Lem, alla Ballardiana, passando per Sheckley, Bradbury e il Dick di Blade Runner, fino alla Guida Galattica per Autostoppisti. Dalla natura psichica e vivente dell’oceano-pianeta Solaris, alle distopie urbane e il creaturale di Ballard, alle metropoli post-atomiche e le intelligenze artificiali di Dick, fino ai mondi senza più ‘umani’ di Bradbury, ogni storia - distesa nello spazio e nel suo essere ‘corpo sonoro’, è ‘immersa’ in rumori di sonde e tempeste magnetiche, trasmissioni radio interrotte da jingle retrò, in un sistema di stratificazione musicale che si muove da accenni di musica classica, come interferenze radar, per sfociare nell’elettronica della più interessante produzione contemporanea. Le ambientazioni luminescenti e industriali degli spazi esterni del teatro si alternano alla scenografia essenziale degli spazi interni dove vecchi manichini e grovigli di corrugati si intravedono dietro a un velatino, mentre immagini di architetture scrostate e mari magmatici si alternano ai toni caldi e freddi delle luci.

 

IF abita quest’anno il Teatro India per un’intera settimana trasformandone l’architettura singolare e metafisica in una vera e propria cittadella stellare. Una ‘rassegna’ multimediale e pluridisciplinare disseminata per tutti gli spazi del Teatro; oltre ai singolari melologhi contemporanei – così potremmo chiamare questa nuova forma ‘teatrale’ – l’intero programma si articola in molteplici attività che punteggiano le giornate prima e dopo l’evento serale. Il pubblico può avvicinarsi già dal tardo pomeriggio per curiosare fra i banchi di alcune librerie romane specializzate in fantascienza, assistere a una conferenza che ragiona su neuroscienze e fantascienza, imbattersi in estemporanei speak-corner giornalieri in stile Guida Galattica, essere guidati a una singolare lettura dei I Ching o ascoltare in cuffia tutti i racconti delle edizioni passate di IF ‘trasmessi’ dalla sonda sonora Rosetta. Al calar della sera la video istallazione multimediale Across the Universe into a Paper Cup, anima la facciata del teatro come soglia concreta e immaginifica per segnalare al pubblico l’inizio degli spettacoli. Questi si svolgono alternativamente negli spazi interni del teatro – per permettere un ascolto più raccolto dei due romanzi – e sul palco esterno – per le serate dei racconti e per l’esplosivo cabaret in stile Motown della Guida Galattica per Autostoppisti che si trasforma in una grande festa finale a conclusione dei sei anni di IF.

IF apre al pubblico con la conferenza Progetto Coscienza* Mappe, Mutazioni e Costruzioni immaginarie del cervello umano per scavare nella struttura ‘psichica’ di Solaris e farla ‘reagire’ con il pensiero filosofico e scientifico; e con il Walkabout Mappe mutanti, un'esplorazione partecipata radio-nomade sulle distopie romane nelle derive urbane dei dintorni del Teatro India.

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un progetto di lacasadargilla / Lisa Ferlazzo Natoli, Alessandro Ferroni, Alice Palazzi, Maddalena Parise in collaborazione con Gianluca Ruggeri / ARS Ludi e Tania Garribba, Fortunato Leccese, Roberta Zanardo, Silvio Impegnoso letture concertate a cura di Lisa Ferlazzo Natoli testi a cura di Silvana Natoli e Margherita Mauro musiche e paesaggi sonori Gianluca Ruggeri regia del suono Alessandro Ferroni luci Francesca Zerilli costumi Camilla Carè, Lisa Ferlazzo Natoli progetti video e video istallazione sonora Alessandro Ferroni, Maddalena Parise con Simone Barraco, Simone Castano, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Arianna Gaudio, Silvio Impegnoso, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Alice Palazzi, Diego Sepe, Roberta Zanardo special guests Marco Foschi, Vinicio Marchioni flauti e midi devices Gianni Trovalusci violoncello Elisa Astrid Pennica pianoforte Ivano Guagnelli basso elettrico Massimo Ceccarelli percussiologi Matteo Fracassi, Gianluca Ruggeri special guest Gabriele Coen (clarinetti) , aiuto regia Flavio Murialdi assistente alla regia Caterina Dazzi assistenti al progetto Massimo Risi, Sebastian Marzak, fonico Pasquale Citera conferenza Progetto Coscienza con Diego Centonze (neuro scienziato) e Dario Gentili (filosofo) Walkabout, esplorazione partecipata radio-nomade condotta da Carlo Infante/Urban Experience dj set Industria Indipendente e dj:ego comunicazione e foto di scena Margherita Masè promozione in collaborazione con PAV immagine e grafica Gotham Farm si ringrazia Angelica Azzellini, Cesare Del Beato, Michele Dirodi, Vittoria Nicita, Andrea Palermo, Nathalie Podbielski (auditori liberi) Maria Elena Fusacchia (consulenza video) Graziano Graziani (consulenza alla Guida Galattica) Roberto Scarpetti (consulenza al progetto) Mauro Fiore (supporto tecnico)

 

l'iniziativa è parte del programma dell'Estate Romana 2019 promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE con il sostegno di Teatro di Roma – Teatro Nazionale

 

 fotografie © Margherita Masè

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